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Rapporto della visita
all'allevamento
di tilapia a 'Ngotto
Ngotto è una piccola cittadina (5.000
abitanti) che si trova nella regione dello Lobaje, a circa 300
km (sei ore di marcia con un buon fuoristrada nella stagione
secca) a ovest-sud ovest da Bangui, capitale della Repubblica
Centrafricana, e vicino al confine con il Congo.
Vicino alla città di Ngotto, poco dopo il guado del fiume
Lobate, si trova la base della ONG francese ECOFAC.
ECOFAC gestisce un programma di sfruttamento ecosostenibile
e di lotta al bracconaggio della foresta di Ngotto e effettua
il monitoraggio dello sftuttamento della concessione per l'estrazione
di legni pregiati della società francese IFB, che ha
accettato di partecipare al progetto dietro una sovvenzione
della UE.
Il direttore di ECOFAC è un agronomo francese, il dott.
Alain Penelon.

Foto 1 - La sede di ecofac
Per aiutare il villaggio vicino (dove si trova anche una missione
in cui vivono un padre comboniano brasiliano e due suore italiane)
il dott. Penelon ha accettato di progettare un allevamento di
pesci, che è diretto da un tecnico (centrafricano) di
ECOFAC e gestito dagli abitanti del villaggio.

Foto 2 - il mercato in un villaggio sulla strada per Ngotto
Il piccolo allevamento è a circa mezz'ora di cammino
dal villaggio. L'accesso è possibile solo a piedi per
un viottolo stretto nella vegetazione della savana, che non
consente il trasporto di mezzi meccanici e di attrezzature ingombranti
e pesanti.

Foto 3 - Fabrizio sul sentiero di accesso all'allevamento,
tra gli alberi di mango e la manioca
L'allevamento prende acqua, deviandola, da un piccolo ruscello
che non sembra avere una gran portata almeno nella stagione
secca.
Il pesce allevato è una tilapia.
L'allevamento è iniziato alla fine della scorsa primavera,
per cui siamo arrivati adesso alla fine del primo ciclo di riproduzione
del pesce, che dura sei mesi.
L'allevamento serve parzialmente per autoconsumo e parzialmente
per il mercato locale.

Foto 4 - il ruscello di alimentazione
| Come è fatto l'allevamento |
|
L'allevamento è costituito da 5 vasche posizionate a
livelli leggermente diversi, separate le une dalle altre da
pochi metri di terra e distanti pochi metri dal torrente che
le alimenta.
La profondità media delle vasche è di circa 1,5
metri. La profondità è variabile all'interno di
ogni vasca, ed è degradante da circa 1 metro a circa
3 metri.
Le dimensioni delle vasche sono circa 14 x 12 metri.
Per ogni vasca sono stati messi 1 kg di avannotti per ara, corrispondenti
a 3 avannotti a metro quadro di superficie delle vasche.
Attualmente ci sono circa 300 pesci per ogni vasca.
Gli avannotti sono stati acquistati nella vicina città
di Bodà (non molti vicina in realtà - a qualche
ora di macchina) dove c'è un allevamento analogo.



Foto 5,6, e 7 - tre viste delle vasche
I pesci si nutrono di fitoplancton che viene fatto
crescere attraverso la decomposizione di materiale organico
nell'acqua.
Comunque questi pesci sono onnivori e si possono cercare anche
altre forme di nutrimento. Qui è stata scelta l'alimentazione
a fitoplancton per la facilità di crescita rispetto ad
altre forme di approvvigionamento del mangime.
Per la formazione del fitoplancton, a un angolo di ogni vasca
è stato fatto un piccolo recinto di pali di legno conficcati
nel suolo, nel quale vengono gettate sostanze a macerare per
formare il fitoplancton, che sono:
- foglie di manioca
- compost di foglie
- escrementi di vacca secchi o freschi
- sangue di bue secco e ammollato
nell'acqua il materiale organico fermenta e forma la base nutritiva
del fitoplancton.
Si usa anche la pelle degli animali, che viene invece gettata
nel centro della vasca perché altrimenti viene rubata.


Foto 8 e 9 - recinto per la crescita del fitoplancton
Non sono state fatte analisi delle acque prima di insediare
l'allevamento, né vengono fatte correntemente. Se le
acque sono prive di sostanze minerali, si aggiunge della cenere
di focolare. (nota mia: non ho capito come fanno ad accorgersi
di carenze minerali, né come è possibile aggiungere
cenere senza alterare il pH dell'acqua).
Per garantire l'ossigenazione dell'acqua questa viene cambiata
tre volte a settimana.
Se comunque l'ossigeno scarseggia, questo si vede perché
i pesci vengono a respirare alla superficie dell'acqua. In tal
caso si ossigena a mano sbattendo delle foglie di palma sulla
superficie dell'acqua.
Ciclo riproduttivo
La tilapia si riproduce ogni 4 mesi e ogni due mesi successivi
alla riproduzione, viene raccolto il pesce. Per la raccolta
le vasche vengono svuotate e i pesci sopra i 50 grammi vengono
tolti.
Rimangono i pesci di 2 mesi di età, che si lasciano continuare
a crescere altri 4 mesi, fino cioè a due mesi dopo il
ciclo successivo. I pesci che vengono raccolti hanno quindi
sei mesi di età, e quelli che vengono lasciati hanno
2 mesi.
Malattie
per adesso non si sono sviluppate malattie nei pesci.
Tipo di suolo
La zona circostante è zona diamantifera. Le vasche stesse
sono state costruite in un'area in cui c'era un ex sito di scavo
e setaccio della sabbia. Questa che chiamano sabbia, bianca,
è molto fine e in realtà a me sembra che abbia
la granulometria del limo argilloso. Infatti il tecnico mi conferma
che il suolo è argilloso e che non c'è stato bisogno
di impermeabilizzare le vasche dato che l'argilla bagnata e
compattata ha formato uno strato isolante.
Raccolta dell'acqua
l'acqua viene raccolta attraverso una canaletta dal torrente
vicino, tenuto chiuso da una chiusa rudimentale fatta da due
paletti conficcati nel suolo e una lamina di metallo che si
solleva manualmente quando si vuole fare entrare l'acqua.
L'acqua entra nelle vasche dal canale per caduta, perché
le vasche sono a un livello leggermente inferiore.


Foto 10 e 11 - canaletta per la derivazione dell'acqua

Foto 12 - tubo per il collegamento tra due vasche

Foto 13 - chiusa tra canale di adduzione e vasca
1. regolazione del deflusso delle acque nel periodo delle piogge
- sia perché si riempiono le vasche sia perché
il torrente potrebbe uscire dall'alveo e la chiusa di separazione
del canale che deriva le acque non essere sufficiente a contenere
la piena.
2. come regolare la densità di popolazione del pesce
3. come diagnosticare la salubrità del pesce
4. costi e guadagni possibili dell'allevamento
In realtà mi sembra di aver capito che l'allevamento
di pesci sia un'attività che sta prendendo piede in centrafrica,
perché è ritenuto semplice da fare. Il pesce di
fiume è apprezzato per l'alimentazione e essendoci scarsissima
disponibilità di carne costituisce una fonte di apporto
proteico a costi contenuti.
Non ho capito se l'attività di allevamento e di vendita
ha bisogno di permessi (fiscali, sanitari…). Data la totale
assenza di un'amministrazione, mi sembrerebbe plausibile che
si possa svolgere l'attività senza dover ottenere permessi
e autorizzazioni.

Foto 14 - ciao da Silvia, Corrado e Fabio e dai lavoratori
del progetto di Ecofac
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aggiornamento: 12 febbraio 2004